Agosto. Il mese del silenzio lento, e della pace che si può immaginare 


4 Agosto 2026


2min

disegno minimalista a linea nera continua su sfondo completamente bianco. È un’opera molto famosa di Pablo Picasso: una colomba (o piccione) vista di profilo. La colomba è raffigurata mentre vola verso destra. L’immagine trasmette un senso di pace, leggerezza e libertà, grazie alla linea elegante e al soggetto simbolico della colomba.

Cari amici della Cura Mite®,
in questo mese in cui tutto sembra rallentare, in cui anche il tempo pare sdraiarsi un po’, vorrei portarvi una parola gentile, e insieme potente: pace.

Sì, proprio lei. Quella parola che spesso sembra confinata nei discorsi ufficiali, nelle bandiere sventolate, nei sogni che non osano farsi progetto.

Eppure la pace è molto più vicina di quanto immaginiamo.
Non è solo assenza di guerra: è presenza viva, concreta, quotidiana.
È uno sguardo che disarma. Una pausa. Un gesto mite. Un pensiero che lascia spazio all’altro.

Leggevo nei giorni scorsi un passaggio toccante di Enzo Bianchi, che racconta del “dolce sogno della pace” – un sogno che attraversa la storia umana come un filo d’oro, anche nei tempi più bui.
Ma se davvero la pace è un sogno, allora bisogna imparare a immaginarla, come diceva Paul Ricoeur. Non allucinarla, non idealizzarla.
Ma concepirla. Volerla. Sperarla.

Immaginare la pace significa concepire un mondo in cui le differenze non fanno paura, ma diventano ricchezza. Significa scegliere ogni giorno la gentilezza invece della reazione. Il dialogo invece della difesa.

La mitezza invece del controllo.

Certo, richiede pazienza. Coraggio. Presenza.

È molto più semplice farsi travolgere dalla rabbia o dallo scontro. Ma la pace non si improvvisa: si coltiva. Sassolino dopo sassolino. Silenzio dopo silenzio. Respiro dopo respiro.

E se davvero l’immaginazione è un “respiro del pensiero”, come scrive ancora Bianchi, allora forse possiamo iniziare così: respirando insieme. Anche nel disagio. Anche nella fragilità. Anche nei giorni storti.

Scrivimi, se ti va, un pensiero sulla pace. Un tuo desiderio, una memoria, un frammento. Anche una domanda va bene. Questo spazio è fatto per essere attraversato.

E ti lascio, per questa volta, con una domanda che non pretende risposta, ma solo ascolto:

“Qual è il tuo gesto di pace oggi?”
(Con te stesso, con un altro, con il mondo…)

🕊️ “La pace non è un’assenza: è una presenza silenziosa che sa accogliere le differenze senza temerle.”

Con mitezza e gratitudine,

Riccardo Battaglia

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